Comitato Cittadino Antifascista, Giovani Sinistra Orvietana
29 MARZO 1944 - 29 MARZO 2009
DALLA REPRESSIONE FASCISTA, ALLA REPRESSIONE "DEMOCRATICA"
L'anniversario dell'eccidio di Camorena quest'anno, nell'ambito delle sue celebrazioni, assume un valore aggiunto, e chiama in causa il senso di responsabilità di ognuno di noi.
Ricordare oggi Camorena significa ripercorrere e rivendicare un percorso fatto di lotte e di conquiste irrinunciabili. Significa ricordare il sacrificio di chi ha fatto dell'antifascismo la propria ragione di vita e dato le basi affinché da esso potesse sorgere la Costituzione Repubblicana, mai come oggi sottoposta ad una serie continua di attacchi incrociati, dalla tutela della libertà individuale e dell'autodeterminazione, alla tutela della salute, alla parità di diritti di fronte alla legge, alla libertà di espressione...
Chi è morto per difendere tali principi non sarebbe certo contento di vedere come essi vengano calpestati da coloro i quali, invece, avrebbero il compito di tutelarli e promuoverli.
La crisi economica che sta travolgendo pezzo per pezzo un sistema fatto di fittizio benessere, annebbia mente e coscienze, facendo passare sotto silenzio una serie di norme, proposte di legge, decreti, che in un paese democratico dovrebbero quanto meno far rabbrividire.
Come sono riusciti ad ottenere tutto ciò? L'ausilio dei mezzi di informazione è stato da questo punto di vista fondamentale. Lo schema seguito risponde a semplici logiche comunicative: sviare l'attenzione dai problemi reali, dalla crisi economica che minaccia milioni di lavoratori e individuare uno o diversi capri espiatori, al fine di dare alla gente una sorta di "valvola di sfogo".
Le politiche sulla sicurezza rappresentano l'esempio perfetto in questo perverso meccanismo: prima si individua il nemico, interno, poi lo si demonizza usando la propaganda, da qui il passo verso una pubblica richiesta di un deciso intervento governativo è piuttosto breve. Ad oggi le ronde cittadine esistono ed operano in varie regioni del paese, i linciaggi ad opera di italiani nei confronti di stranieri dopo l'ennesimo stupro (ampiamente pompato dalla scatola televisiva) sono anch'essi realtà, e presto (qualora dovesse passare il disegno di legge 733) scatterà il divieto per un immigrato irregolare di accedere alle dovute cure mediche, di sposarsi, o di riconoscere un figlio; si concretizzerà infine un’altra aberrazione come il permesso di soggiorno a punti (un po' come la patente) e l'ammenda dai 5.000 ai 10.000 euro per ingresso e soggiorno irregolare, sarà punito chi favorisce l'immigrazione clandestina, ma (tipica contraddizione italiana) non chi sfrutta i lavoratori "clandestini". Si colpiscono rom e stranieri, i senza tutela, si colpisce chi non ha la possibilità di opporsi, ma si colpisce anche il libero cittadino nel suo inalienabile diritto al dissenso reintroducendo tra l’altro, all’interno di un pacchetto di norme restrittive, anche il reato di "oltraggio a pubblico ufficiale".
Ennesima beffa per una società civile figlia della Resistenza, è infine il trovarsi di fronte alla proposta di legge n.1360, con cui si vorrebbe l'equiparazione tra partigiani e repubblichini, come se non bastasse già lo sdoganamento di movimenti neofascisti che ormai impunemente continuano ad aprire sedi, a rivendicare apertamente la loro adesione alle ideologie nazi-fasciste, e a sfogare periodicamente la loro idiozia attraverso raid puntivi contro immigrati, omosessuali, e giovani studenti.
Neanche la tranquilla città di Orvieto è immune da tutto ciò, come testimoniano i numerosi attacchi della medesima matrice di cui è stato fatto oggetto lo stesso Centro di Documentazione Popolare, che tra le altre cose ospita anche la sede del Comitato Cittadino Antifascista.
Per questo ha ancora senso, oggi più che mai, tornare a Camorena
, in tanti e con uno spirito e una coscienza diversi. Riappropriamoci di una ricorrenza popolare che, seppur tragicamente, ci ricorda le radici della comunità orvietana tutta, e che altri (non certo noi) hanno trasformato nel tempo in un picchetto militare.e.
Per dire No ad una deriva antidemocratica, No a politiche repressive e a logiche di controllo, No alla negazione della storia, No alla lenta cancellazione della libertà e dei diritti conquistati con il sangue di tanti, uomini, donne e bambini innocenti.
Il paese in cui oggi viviamo è quello che, dopo aver bollato l'antifascismo come inutile dietrologia, si sta dissolvendo nel mare del revisionismo e in un progressivo depauperamento dei valori Costituzionali.
...E' davvero questo il paese che vogliamo?
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venerdì 27 marzo 2009
domenica 21 dicembre 2008
COMITATO CITTADINO ANTIFASCISTA DI ORVIETO
COMUNICATO STAMPA
DUE APPUNTAMENTI PER TORNARE A RIFLETTERE INSIEME: LA REALTA' DEI CAMPI NOMADI IN ITALIA E LA VIOLENZA SUI CIVILI NEL COMPRENSORIO ORVIETANO ( 1921-1944), QUELLO CHE ANCORA NON SI SAPEVA
A un anno esatto dalla sua costituzione, il Comitato cittadino antifascista che, in questa fase di silenzio ha continuato a lavorare e unitamente ad altre realtà associative ha inaugurato di recente un Centro di documentazione popolare, torna ad aprirsi alla città proponendo due nuove iniziative, spazi di riflessione funzionali alla prosecuzione di un dibattito.
A dimostrazione del fatto che argomenti quali l'antifascismo, il razzismo, la paura del diverso siano di assoluta attualità in questo paese ci hanno pensato i fatti a dimostrarlo nell'arco di quest'anno.
I tg e i giornali sono passati dal raccontare gli espisodi di microcriminalità commessi da stranieri e rom, alle aggressioni perpetrate a danno degli stessi soggetti unitamente a omosessuali, senzatetto, fino ad arrivare a ragazzi dal "look particolare", facili bersagli di frange aderenti alla destra estrema.
L'assassinio di Abba a Milano, i roghi di Ponticelli a Napoli, i pestaggi a danno di gay e lesbiche a Roma, il senzatetto bruciato a Rimini, l'assalto di piazza Navona, la ragazza picchiata brutalmente in treno perchè trovata con una kefia... episodi che raccontano di un paese alla deriva, non solo per la crisi economica che lo sta travolgendo, quanto per l'imbarbarimento che ne mina le fondamenta democratiche.
La propaganda della paura ha alla fine sortito i suoi peggiori effetti, non solo in ambito istituzionale col pacchetto sicurezza, ma nel sentire comune, portando alla de-umanizzazione e alla conseguente quanto inevitabile demonizzazione della diversità in quanto tale.
Già a gennaio di quest'anno l'invito alla città era mirato a far riflettere su un pericolo che era semplicemente paventato, ma non ancora in atto, oggi, a distanza di quasi un anno, risulta indispensabile riallacciare le fila del discorso, tornare a discutere e a far discutere.
Venerdì 19
, insieme ad alcune realtà romane, la Cooperativa sociale Ermes e Arci Immigrazione Lazio, tenteremo un primo passo in tal senso affrontando nello specifico la questione "campi nomadi", realtà che seppur non troppo vicina a Orvieto costituisce il punto di partenza per un dibattito ancora più ampio volto ad inquadrare realtà definite marginali e potenzialmente a rischio (rom, immigrati, senzatetto) alla luce dell'imminente approvazione della legge 733 ( nota come pacchetto sicurezza).
Cosa succederà nei campi in seguito all'approvazione della legge? Qual'è la situazione attuale? Chi sono i rom italiani, da dove vengono, come vivono, qual'è il loro livello di integrazione soprattutto in ambito scolastico? Quali le problematiche? Quali i risultati del censimento? E il rapporto della commissione europea che ha giudicato " inammissibili" le condizioni dei campi nomadi in Italia...? Questi e molti altri i temi che verranno affrontati, col contributo attivo e partecipe di tutti i presenti.
Seguirà quindi un momento conviviale con degustazione di piatti tipici direttamente dai "campi".
Infine un salto nella storia recente con l'inchiesta-documentario sulla deportazione e lo sterminio dei rom durante la seconda guerra mondiale, Porrajmos.
Sul filone della memoria viaggia anche il secondo appuntamento, quello di sabato 20, che vedrà la presenza di un giovane studioso, Angelo Bitti, autore, tra l'altro di un interessante saggio storico relativo alle efferatezze compiute in Umbria da nazisti e fascisti nostrani nel biennio '43-'44.
"La Guerra ai civili in Umbria (1943-1944) - Per un Atlante delle stragi nazifasciste".
Con Bitti affronteremo insieme il tema delle violenze ai civili nel comprensorio orvietano a partire dal 1921 e fino al 1944.
VENERDI' 19 DICEMBRE
ORE 18.00
CAMPI NOMADI, FRA REALTA' E FALSI MITI
dai pogrom al pacchetto sicurezza
intervengono Cooperativa sociale Ermes, ARCI immigrazione Lazio
a seguire:
NOMADISMI CULINARI- a cura delle donne del Campo Nomadi Villa Gordiani
ORE 21.00
proiezione video
PORRAJMOS- a cura di Opera Nomadi
SABATO 20 DICEMBRE
ORE 17.30
LE VIOLENZE SUI CIVILI NELL'ORVIETANO ( 1921-1944)
conversazione con
Angelo Bitti
autore del libro
"La guerra ai civili in Umbria ( 1943-1944). Per un atlante delle stragi nazifasciste"
Presso il Centro di documentazione popolare in Via Magalotti 20 ( Orvieto)
DUE APPUNTAMENTI PER TORNARE A RIFLETTERE INSIEME: LA REALTA' DEI CAMPI NOMADI IN ITALIA E LA VIOLENZA SUI CIVILI NEL COMPRENSORIO ORVIETANO ( 1921-1944), QUELLO CHE ANCORA NON SI SAPEVA
A un anno esatto dalla sua costituzione, il Comitato cittadino antifascista che, in questa fase di silenzio ha continuato a lavorare e unitamente ad altre realtà associative ha inaugurato di recente un Centro di documentazione popolare, torna ad aprirsi alla città proponendo due nuove iniziative, spazi di riflessione funzionali alla prosecuzione di un dibattito.
A dimostrazione del fatto che argomenti quali l'antifascismo, il razzismo, la paura del diverso siano di assoluta attualità in questo paese ci hanno pensato i fatti a dimostrarlo nell'arco di quest'anno.
I tg e i giornali sono passati dal raccontare gli espisodi di microcriminalità commessi da stranieri e rom, alle aggressioni perpetrate a danno degli stessi soggetti unitamente a omosessuali, senzatetto, fino ad arrivare a ragazzi dal "look particolare", facili bersagli di frange aderenti alla destra estrema.
L'assassinio di Abba a Milano, i roghi di Ponticelli a Napoli, i pestaggi a danno di gay e lesbiche a Roma, il senzatetto bruciato a Rimini, l'assalto di piazza Navona, la ragazza picchiata brutalmente in treno perchè trovata con una kefia... episodi che raccontano di un paese alla deriva, non solo per la crisi economica che lo sta travolgendo, quanto per l'imbarbarimento che ne mina le fondamenta democratiche.
La propaganda della paura ha alla fine sortito i suoi peggiori effetti, non solo in ambito istituzionale col pacchetto sicurezza, ma nel sentire comune, portando alla de-umanizzazione e alla conseguente quanto inevitabile demonizzazione della diversità in quanto tale.
Già a gennaio di quest'anno l'invito alla città era mirato a far riflettere su un pericolo che era semplicemente paventato, ma non ancora in atto, oggi, a distanza di quasi un anno, risulta indispensabile riallacciare le fila del discorso, tornare a discutere e a far discutere.
Venerdì 19
, insieme ad alcune realtà romane, la Cooperativa sociale Ermes e Arci Immigrazione Lazio, tenteremo un primo passo in tal senso affrontando nello specifico la questione "campi nomadi", realtà che seppur non troppo vicina a Orvieto costituisce il punto di partenza per un dibattito ancora più ampio volto ad inquadrare realtà definite marginali e potenzialmente a rischio (rom, immigrati, senzatetto) alla luce dell'imminente approvazione della legge 733 ( nota come pacchetto sicurezza).
Cosa succederà nei campi in seguito all'approvazione della legge? Qual'è la situazione attuale? Chi sono i rom italiani, da dove vengono, come vivono, qual'è il loro livello di integrazione soprattutto in ambito scolastico? Quali le problematiche? Quali i risultati del censimento? E il rapporto della commissione europea che ha giudicato " inammissibili" le condizioni dei campi nomadi in Italia...? Questi e molti altri i temi che verranno affrontati, col contributo attivo e partecipe di tutti i presenti.
Seguirà quindi un momento conviviale con degustazione di piatti tipici direttamente dai "campi".
Infine un salto nella storia recente con l'inchiesta-documentario sulla deportazione e lo sterminio dei rom durante la seconda guerra mondiale, Porrajmos.
Sul filone della memoria viaggia anche il secondo appuntamento, quello di sabato 20, che vedrà la presenza di un giovane studioso, Angelo Bitti, autore, tra l'altro di un interessante saggio storico relativo alle efferatezze compiute in Umbria da nazisti e fascisti nostrani nel biennio '43-'44.
"La Guerra ai civili in Umbria (1943-1944) - Per un Atlante delle stragi nazifasciste".
Con Bitti affronteremo insieme il tema delle violenze ai civili nel comprensorio orvietano a partire dal 1921 e fino al 1944.
VENERDI' 19 DICEMBRE
ORE 18.00
CAMPI NOMADI, FRA REALTA' E FALSI MITI
dai pogrom al pacchetto sicurezza
intervengono Cooperativa sociale Ermes, ARCI immigrazione Lazio
a seguire:
NOMADISMI CULINARI- a cura delle donne del Campo Nomadi Villa Gordiani
ORE 21.00
proiezione video
PORRAJMOS- a cura di Opera Nomadi
SABATO 20 DICEMBRE
ORE 17.30
LE VIOLENZE SUI CIVILI NELL'ORVIETANO ( 1921-1944)
conversazione con
Angelo Bitti
autore del libro
"La guerra ai civili in Umbria ( 1943-1944). Per un atlante delle stragi nazifasciste"
Presso il Centro di documentazione popolare in Via Magalotti 20 ( Orvieto)
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martedì 10 giugno 2008
venerdì 25 aprile 2008
I dirigenti dell'ARCI si iscrivono all'ANPI
Tutti i membri del Consiglio Nazionale dell'ARCI si sono iscritti all'ANPI il 25 Aprile.Lo ha annunciato il presidente nazionale Paolo Beni che insieme ad una delegazione dell'associazione ha visitato la sede dell'ANPI.
Beni ha detto che in tutte le manifestazioni indette dall'ARCI per la Festa della Liberazione viene ricordato Arrigo Boldrini, l'eroico comandante Bulow.
Beni ha detto che in tutte le manifestazioni indette dall'ARCI per la Festa della Liberazione viene ricordato Arrigo Boldrini, l'eroico comandante Bulow.
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