COMUNICATO STAMPA
DUE APPUNTAMENTI PER TORNARE A RIFLETTERE INSIEME: LA REALTA' DEI CAMPI NOMADI IN ITALIA E LA VIOLENZA SUI CIVILI NEL COMPRENSORIO ORVIETANO ( 1921-1944), QUELLO CHE ANCORA NON SI SAPEVA
A un anno esatto dalla sua costituzione, il Comitato cittadino antifascista che, in questa fase di silenzio ha continuato a lavorare e unitamente ad altre realtà associative ha inaugurato di recente un Centro di documentazione popolare, torna ad aprirsi alla città proponendo due nuove iniziative, spazi di riflessione funzionali alla prosecuzione di un dibattito.
A dimostrazione del fatto che argomenti quali l'antifascismo, il razzismo, la paura del diverso siano di assoluta attualità in questo paese ci hanno pensato i fatti a dimostrarlo nell'arco di quest'anno.
I tg e i giornali sono passati dal raccontare gli espisodi di microcriminalità commessi da stranieri e rom, alle aggressioni perpetrate a danno degli stessi soggetti unitamente a omosessuali, senzatetto, fino ad arrivare a ragazzi dal "look particolare", facili bersagli di frange aderenti alla destra estrema.
L'assassinio di Abba a Milano, i roghi di Ponticelli a Napoli, i pestaggi a danno di gay e lesbiche a Roma, il senzatetto bruciato a Rimini, l'assalto di piazza Navona, la ragazza picchiata brutalmente in treno perchè trovata con una kefia... episodi che raccontano di un paese alla deriva, non solo per la crisi economica che lo sta travolgendo, quanto per l'imbarbarimento che ne mina le fondamenta democratiche.
La propaganda della paura ha alla fine sortito i suoi peggiori effetti, non solo in ambito istituzionale col pacchetto sicurezza, ma nel sentire comune, portando alla de-umanizzazione e alla conseguente quanto inevitabile demonizzazione della diversità in quanto tale.
Già a gennaio di quest'anno l'invito alla città era mirato a far riflettere su un pericolo che era semplicemente paventato, ma non ancora in atto, oggi, a distanza di quasi un anno, risulta indispensabile riallacciare le fila del discorso, tornare a discutere e a far discutere.
Venerdì 19
, insieme ad alcune realtà romane, la Cooperativa sociale Ermes e Arci Immigrazione Lazio, tenteremo un primo passo in tal senso affrontando nello specifico la questione "campi nomadi", realtà che seppur non troppo vicina a Orvieto costituisce il punto di partenza per un dibattito ancora più ampio volto ad inquadrare realtà definite marginali e potenzialmente a rischio (rom, immigrati, senzatetto) alla luce dell'imminente approvazione della legge 733 ( nota come pacchetto sicurezza).
Cosa succederà nei campi in seguito all'approvazione della legge? Qual'è la situazione attuale? Chi sono i rom italiani, da dove vengono, come vivono, qual'è il loro livello di integrazione soprattutto in ambito scolastico? Quali le problematiche? Quali i risultati del censimento? E il rapporto della commissione europea che ha giudicato " inammissibili" le condizioni dei campi nomadi in Italia...? Questi e molti altri i temi che verranno affrontati, col contributo attivo e partecipe di tutti i presenti.
Seguirà quindi un momento conviviale con degustazione di piatti tipici direttamente dai "campi".
Infine un salto nella storia recente con l'inchiesta-documentario sulla deportazione e lo sterminio dei rom durante la seconda guerra mondiale, Porrajmos.
Sul filone della memoria viaggia anche il secondo appuntamento, quello di sabato 20, che vedrà la presenza di un giovane studioso, Angelo Bitti, autore, tra l'altro di un interessante saggio storico relativo alle efferatezze compiute in Umbria da nazisti e fascisti nostrani nel biennio '43-'44.
"La Guerra ai civili in Umbria (1943-1944) - Per un Atlante delle stragi nazifasciste".
Con Bitti affronteremo insieme il tema delle violenze ai civili nel comprensorio orvietano a partire dal 1921 e fino al 1944.
VENERDI' 19 DICEMBRE
ORE 18.00
CAMPI NOMADI, FRA REALTA' E FALSI MITI
dai pogrom al pacchetto sicurezza
intervengono Cooperativa sociale Ermes, ARCI immigrazione Lazio
a seguire:
NOMADISMI CULINARI- a cura delle donne del Campo Nomadi Villa Gordiani
ORE 21.00
proiezione video
PORRAJMOS- a cura di Opera Nomadi
SABATO 20 DICEMBRE
ORE 17.30
LE VIOLENZE SUI CIVILI NELL'ORVIETANO ( 1921-1944)
conversazione con
Angelo Bitti
autore del libro
"La guerra ai civili in Umbria ( 1943-1944). Per un atlante delle stragi nazifasciste"
Presso il Centro di documentazione popolare in Via Magalotti 20 ( Orvieto)
domenica 21 dicembre 2008
sabato 22 novembre 2008
Ad Orvieto apposta una targa a ricordo di Giovanni Ciuco


Queste sono le foto dell'apposizione in via postierla ad orvieto della targa alla memoria di Giovanni Ciuco, in occasione dell' 87° anniversario dell’assassinio per mano fascista.
Alla cerimonia hanno partecipato i familiari, il Sindaco Stefano MOCIO, il Vescovo di Orvieto, rappresentanti dell'ANPI, l'on Carlo Emanuele Trappolini, molti amministratori comunale e cittadini.
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lunedì 17 novembre 2008
I Ragazzi del'A.N.P.I.

da sito http://fgiuffrida.blogspot.com/ diFilippo Giuffrida
La pasta si sta raffreddando, ma non importa.
Sto ascoltando Lucifero, Partigiano combattente, raccontare della sua emozione al mausoleo di Stalingrado. Alla mia destra due insegnanti siciliani mi parlano dei loro allievi e dell'impegno nelle scuole per parlare di Resistenze (plurale) ed Antifascismo. Dall'altra parte del tavolo un arzillo ottantepassaenne accetta un po' di vino rosso, "ma solo qualche bicchiere, perchè voglio intervenire oggi pomeriggio". E' di Messina - o di Trapani? chissà... - e ha fatto il Partigiano a Cuneo - o era in Val d'Ossola? Loro sono lucidissimi, io comincio, ed è solo il primo giorno di Consiglio Nazionale dell'ANPI, ad essere sopraffatto dalle emozioni e dal contenuto degli interventi.
E' incredibile come un processo cominciato solo qualche anno fa, nell'incontro di Reggio Emilia con i Giovani, abbia oggi portato l'ANPI a questo livello d'interazione tra Partigiani combattenti ed Antifascisti, quelli che - per ragioni anagrafiche - non hanno partecipato alla lotta di Liberazione. Ci sono tanti, tanti "ragazzi". E' vero che si è "Giovani dell'ANPI" anche a 70 anni, ma qui a Cervia i ventenni, trentenni e - perchénno - anche i quarantenni sono davvero molti. Loro, "i Vecchi", come dice una ragazza dal palco subito correggendosi in "gli Anziani", tra gli applausi ed i sorrisi, corrono. Noi, i Giovani, arranchiamo.
E' un susseguirsi d'interventi che testimoniano essenzialmente tre stati d'animo. In primo luogo la voglia di fare, di agire più che reagire. Se dovessi leggere in filigrana, cercando per forza la critica velata, potrei forse trovare il rimprovero di non essere abbastanza "pronti". In un sistema di just in time molti vorrebbero essere più sul territorio. Si parla della situazione della provincia e della città di Lucca, dei manifesti sui muri di Roma e della manifestazione antifascista di Colonia. Ma anche - locuzione interiettiva che pare di moda - dei rapporti con gli studenti , con i Centri Sociali.
Il secondo sentimento condiviso è quello sul ruolo dell'ANPI. Come se ancora fosse necessario, in molti ricordiamo che l'Associazione Partigiani d'Italia non è un partito, come sottolinea anche la relazione della presidenza, ma è il collante, il catalizzatore di tutti quei Democratici, quegli Antifascisti di Sinistra, Centrosinistra e Centro che si riconoscono in valori comuni, e che possono agire mettendo da parte le identità politiche personali all'interno di un quadro più ampio e meglio definito.
Il terzo soggetto che ha occupato molti interventi è quello della festa. La Prima Festa nazionale dell'ANPI, del giugno scorso, è una sorta di spartiacque. Se prima avevamo avuto l'impressione che i "Giovani" contassero e partecipassero, oggi ne abbiamo la certezza. Si parla molto della seconda festa. Del quando, del dove, del come. E' un turbinio di conciliaboli, di riunioni estemporanee attorno ad un caffé o con la scusa della pausa sigaretta. Si riparla d'Europa, di rapporti con le altre organizzazioni antifasciste, di organizzazione. E' un coacervo di proposte che s'intrecciano con ragionamenti manageriali, sui costi, le locations, le relazioni istituzionali. Qualcuno parte per cercare una chitarra e torna con un bicchiere di cognac. Non suona, ma dopo 17 ore di concentrazione aiuta comunque...
La storia ufficiale narra poi dell'omaggio all'indimenticabile Comandante Bulow, dei molti Ordini del Giorno discussi e votati, anche con momenti di serrato confronto dialettico. Del Documento finale e delle Commissioni e gruppi di lavoro. Ma il Consiglio Nazionale di Cervia è stato anche, se non soprattutto, un entusiasmante momento di scambio d'esperienze, di dialoghi intergenerazionali, di rapporti umani.
Lascio Cervia alle 15.00 di domenica per arrivare a casa alle 23.45 (grazie Alitalia...) Sono stanco, non ho cenato (rigrazie...) e lo stomaco - capiente - borbotta un po'. Ma è tanta la soddisfazione, la voglia di prendere sulle ginocchia mia figlia - Staffettina, come ormai tutti la chiamano all'ANPI - e raccontarle che i Buoni continuano a combattere contro i Cattivi, che la guerra è perfortuna finita ma la guardia non si allenta.
La Resistenza continua, Grazie Ragazzi!
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