giovedì 16 febbraio 2012

Smemorati sul Meno di Pier Giorgio Oliveti - Anpi Orvieto

Avere memoria è un esercizio della coscienza. E la coscienza è la basedistintiva che ci rende unici, speciali, all’interno del più vasto regno animale,ciò che divide l’uomo dalle “bestie” almeno sotto il profilo etico. Fino a quitutto sembrerebbe filare liscio. Peccato che - come tutti sappiamo bene - lecose siano un po’ più complesse. I bambini innocenti sciolti nell’acido sonosolo la punta dell’iceberg di indicibili episodi di quotidiana violenzadell’uomo verso l’uomo, stragi di civili, religiosi, bianchi e neri, ricchi epoveri, giovani e vecchi…Immersi come siamo nella contemporanea civiltà dellacomunicazione , nel tam tam quotidiano dove giocoforza prevale la breakingnews, il disastro, il negativo, siamo costretti a riflettere per non esseresminuiti, resi insensibili , smemorati,abitatori esclusivi dell’attimo, avulsi dal nostro contesto, dalla storia. Qualcunosi sofferma sulla banalità del male, sugli effetti del venir meno, spesso temporaneoe casuale, dell’umanità. Altri preferiscono investigare le cause di una, cento,mille Srebrenica, di ieri, di oggi e di domani, i momenti di apparente fratturadella Storia, le faglie o le foibe che si aprono inaspettatamente sotto inostri piedi, tra le nostre case e chiese, che incrinano le certezze, seminanosgomento, terrore. Il rischio di voltarsi dall’altra parte, di non voler“vedere” e “sapere” c’è anche oggi. E allora non è più sufficiente solo ricordare:la complessità del momento ci obbliga a partecipare, a collaborare, a costruireuna vera e propria “cultura dellamemoria” affinché non vi siano altri vicoli ciechi dietro l’angolo. Quando anche l’ultimodeportato e sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau non sarà più con noi, dovremoessere ancora più vigili, attenti, proattivi, leggere e rileggere le cronachedelle storie dell’orrore, tramandare il racconto dell’inimmaginabile Shoa, ladistruzione programmatica e industriale di un popolo, con tutto quello che neconsegue. Dovremo ricordare e sapere distinguere. Avere memoria fa bene a noistessi, fa bene alle nuove generazioni e fa bene al pianeta. Ma avere memoria significa anche “stare inguardia”, di fronte alle modificazioni dell’epoca, alla perdita di sovranitàdelle nazioni, dei popoli, all’emergere imponente di nuove spinte economiche esociali, ai poteri della finanziarizzione del mondo che ci slegano dalla terra,dal lavoro, dall’etica del quotidiano. Anche i nostri più nobili istitutidemocratici conquistati a prezzo didecine e decine di milioni di morti nella Seconda Guerra Mondiale, sono oggifragili come non mai, rischiano inqualche modo di essere svuotati di senso, banalizzati essi stessi. In questocontesto difendere l’idea e la costruzione dell’Europa, non è più solo un esercizioper stucchevole di “anime belle”, di elite culturali e politiche che traccianoil solco: “Per fare l’Europa - scriveJacques Le Goff - occorre un impegno da parte di tutti che deve compiersi nellaconoscenza del passato tutto intero e nella prospettiva dell’avvenire>>. Sel’Europa con il 7% della popolazione mondiale detiene il 20% delle ricchezze,-è chiaro a tutti - lo squilibrio ècongenito al nostro sistema. Non lo dico io, non lo dice la politica, lo dicono i numeri. L’appartenenza europea è dunque la chiave perun futuro di pace e di prosperità, rifuggendo i due opposti relativi. Ma quandodi fronte ad un disastro scellerato come quello della “Costa-Concordia” ungiornalista tedesco - Jan Fleischhauer, uno dei columnist di Spiegel online 1,

- afferma in buonasostanza che se il capitano fosse statotedesco, non sarebbe mai successo: 'Bella figura', è lo sport popolaredi massa italiano, cioè impressionare gli altri, anche Schettino voleva farebella figura, purtroppo ha trovato uno scoglio sulla sua strada", potremmo derubricarela frasetta come boutade di bassa lega per parlare alla pancia teutonica evendere qualche copia in più. Purtroppo al contrario dobbiamo, comeeuropei rigettare anche questiatteggiamenti di razzismo strisciante, ericordare forse che non trovarono alcun scoglio i noti “trasporti” speciali dideportati da Roma, Parigi o Salonicco verso le rampe dell’inferno di Auschwitz: i treni specialigiungevano sempre in orario.

domenica 24 aprile 2011

25 Aprile 2011 << Sofisti per caso ? >> di Pier Giorgio Oliveti, pres. ANPI Orvieto

Un 25 Aprile speciale
Non solo perché cade di Pasquetta. Il 25 Aprile è sempre un giorno speciale. Almeno lo dovrebbe essere per tutti i cittadini italiani, per coloro che ricordano ben bene e per coloro che per ignavia o per colpa(=per fortuna sono pochi) vogliono ricordare un po’ meno, sono diversamente memori… Mentre l’anagrafe ci sottrae anno dopo anno la maggioranza dei combattenti sul campo per la Libertà, centinaia di migliaia di donne e uomini coraggiosi, partigiani, militari, contadini, operai, artigiani, intellettuali, religiosi, semplici cittadini, che seppero scegliere dicendo no al nazifascismo(se vi par poco…), l’epoca in cui viviamo sembra improvvisamente presentare tutto ad un tratto il conto di decenni di illusorio sviluppo quantitativo, ingiustizia sociale, nord sud ed est ovest, errori marchiani di programmazione e di previsione, sottovalutazioni e incapacità sistemica di risolvere i problemi. La retorica, il raccontarci che “tutto va bèn” , non bastano più, in tutte le sedi. Quest’anno il 25 Aprile è dunque più speciale che mai…

Libera nos
Il Mediterraneo, il Vicino e Medio Oriente sono in subbuglio, i popoli sempre più internettizzati anelano alla Libertà. La “gestione” ipocrita e strumentale del potere di molti regimi che ci circondano o circondavano - favoriti anche dal nostro silenzio, assordante e interessato, di occidentali e dalla nostra pervicace vocazione al “bacio dell’anello” – è giunta al capolinea: la Libertà dei popoli è un diritto inalienabile. Non si possono fare sottili distinguo su certi principi fondamentali: o si è a favore, oppure no. Non si può dire “l’acqua è un bene comune, però…”, oppure, “il nucleare a conti fatti non è vantaggioso, però…”, “Democrazia sì, ma…”...Su certi temi, scegliere è obbligatorio: c’est la démocratie. Ma in questi mesi ed anni è la stessa democrazia come sistema ad essere sotto scacco: forse non ce ne accorgiamo, imbambolati come siamo da forme sempre più raffinate e pervasive di comunicazione preordinata. La democrazia, la traduzione della libertà in sistema di autogoverno, senza regole diventa anarchia, si banalizza a sottosistema parademocratico… Addirittura è lo stesso dogma della costruzione europea, fino ad oggi e da almeno cinque decenni sempre in direzione vettoriale verso una “ineluttabile” coesione sociale ed economica per tutti i popoli, a mostrare negli ultimi tempi la corda.

Siamo vigili
Nel nostro paese dobbiamo poi essere particolarmente vigili perché i toni della politica sono ormai sfuggiti agli stessi attori, danneggiando loro stessi, tutti i cittadini, il paese. Le parole sembrano perdere mese dopo mese, giorno dopo giorno, il loro significato pregnante, e rileggendo la Storia sappiamo bene quali e quanti disastri provocarono certe derive semantiche sulle parole. Qualche esempio? Nazione, sovranità, razza, diritto, sangue, socialismo, nazionalsocialismo, partito, etnia, spazio vitale, ecc. ecc. . Non è solo questione dei giudici(tutti?) equiparati a terroristi assassini, oppure al concetto ossimorico di “golpe democratico”: qui c’è di più. E’ l’intero sistema di relazioni politiche che appare andato in tilt. Da un lato l’ipermediatizzazione del pensiero politico = Sono A Porta a Porta, Ergo Sum. Dall’altro assistiamo all’erosione continua delle idee,dei lemmi, del senso, ad un certo relativismo permanente effettivo che tocca tutti i settori, per cui va bene tutto e il contrario di tutto.

Sofisti per caso
Sembra di essere tornati al tempo di Protagora: le leggi quando non sono più utili si devono cambiare, devono essere adattate al tempo storico e culturale che si vive. L’aggettivo che maggiormente descrive la contemporaneità di certa politica è: “sofista”. Vediamo il Bignami o se preferite i sacri testi di filosofia greca: "Il 'sofista' è colui nel quale la sophìa, rinunciando a essere verità, è divenuta la capacità tecnica di persuadere conformemente a dei fini." In altri termini il sofista è un “propagandista dell’utile”, un intellettuale che mediante l’arte della parola tenta di modificare le opinioni nel senso dell’utilità. Vi viene in mente nessuno? Nei talkshow televisivi appaiono quotidianamente macchine sofistiche collaudatissime, che applicano con perizia l’arte di costruire su ogni discorso due discorsi contrastanti. Non esiste più il legame tra parola-pensiero-realtà, perché l’obiettivo del sofista è far apparire ciò che lui ritiene utile, anche se non corrisponde alla realtà, anche perché questa è relativa in funzione di chi la osserva.

Libertà! Libertà!
Si confondono così ogni giorno concetti, temi, parole. C’è la libertà della propria camera da letto, c’è la libertà di arrischiare la vita propria e altrui andando a 200 in autostrada contra legem, c’è la libertà incrinata dai gps nel telefonino che ci seguono ovunque e orientano i nostri consumi, c’è la libertà di non pagare le tasse(un italiano su 4 come sapete non le paga, l'84% dei pastori, ma anche l’'11% degli architetti e degli avvocati, il 15,9% dei bar e il 21,3% dei ristoranti, ecc.). C’è la libertà negata di aspirare ad una vita migliore per molti italiani e per moltissimi migranti della disperazione, c’è la libertà di espressione, di culto, di religione. Ci sono, per fortuna, le libertà costituzionali. Teniamocele care. C’è la libertà di chi non ce l’aveva e ora la vuole per cui sa bene di cosa si tratti. I nostri vicini di casa ce lo insegnano.

BOX 1
La Sofistica
La sofistica si può distinguere per i seguenti punti:
1. Il relativismo, per cui la conoscenza si riduce all'opinione e il bene all'utilità. La verità e i valori morali non sono più certezze, ma si ammette che verità e valori possano mutare a seconda dei luoghi e dei tempi;

2. Il concentrarsi maggiormente sui problemi dell'uomo, e un minore interesse per le questioni teoretiche legate alla ricerca del principio e della giustificazione del mondo;

Questi primi due punti sono riconducibili in special modo a Protagora e Gorgia, mentre per la seconda fase del sofismo si possono distinguere altri due punti centrali:

3. L'eristica, ovvero l'abilità di sostenere e confutare contemporaneamente argomenti tra loro contraddittori;

4. La contrapposizione tra la natura e la legge, e il riconoscimento che in natura vige la legge del più forte;

Dunque, centrale è il tema del relativismo, ovvero la consapevolezza che la realtà è filtrata e interpretata da ogni uomo in modo diverso.

BOX 2
Dalla Dichiarazione di Indipendenza di 13 Stati americani il 4 luglio 1776:
(…)Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità(…)Quella dell'attuale re di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti diretti a fondare un'assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo ecco i fatti che si sottopongono all'esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede.
1. Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico bene.
2. Ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e urgente importanza, se non a condizione di sospenderne l'esecuzione finchè non si ottenesse l'assentimento di lui, mentre egli trascurava del tutto di prenderle in considerazione.
3. Ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste zone popolate, a meno che quei coloni rinunziassero al diritto di essere rappresentati nell'assemblea legislativa — diritto di inestimabile valore per essi e temibile solo da un tiranno.
4. Ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e lontani dalla sede dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni, affaticandoli, a consentire in provvedimenti da lui proposti.
5. Ha ripetutamente disciolto assemblee legislative solo perché si opponevano con maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti del popolo.
6. Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all'elezione di altre: ragion per cui il Potere legislativo, che non può essere soppresso, è ritornato, per poter funzionare, al popolo nella sua collettività, — mentre lo Stato è rimasto esposto a tutti i pericoli di invasioni dall'esterno, e di agitazioni all'interno.
7. Ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi a tal fine alle leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di approvarne altre che incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando le condizioni per nuovi acquisti di terre.
8. Ha fatto ostruzionismo all'amministrazione della giustizia rifiutando l'assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
9. Ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento e la conservazione della carica, e per l'ammontare e il pagamento degli stipendi.
10. Ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui sciami di impiegati per vessare il popolo e divorarne gli averi.
11. Ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso dell'autorità legislativa.
12. Ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere civile, e a questo superiore.
(…) Queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, Stati liberi e indipendenti;che esse sono sciolte da ogni sudditanza alla Corona britannica, e che ogni legame politico tra esse e lo Stato di Gran Bretagna è, e deve essere, del tutto sciolto; e che, come Stati liberi e indipendenti, essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati indipendenti possono a buon diritto fare. E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegnamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.
John Mancock
(Seguono 55 firme di Rappresentanti dei 13 Stati)

giovedì 7 aprile 2011

L'ANPI Naziuonale sul disegno di legge che propone di abolire la XII disposizione transitoria della costituzione

Roma, 6 aprile 2011


A proposito del Disegno di Legge costituzionale, depositato alla Segreteria di Palazzo Madama da cinque senatori della destra, volto ad abolire la XII Disposizione transitoria della Costituzione Repubblicana che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista”, l’ANPI (Associazione nazionale Partigiani d’Italia) denuncia questo proposito odioso e provocatorio.
Si tratta dell’ennesima aggressione alla Costituzione, la più dissennata tentata dalla destra e dal suo governo.
Sul fascismo e sui suoi misfatti di dittatura, miseria, guerra, occupazione straniera del Paese, torture, crimini e stragi, pende implacabile e incancellabile da ogni revisionismo il giudizio della storia.
Sull’Antifascismo, sulla Resistenza e sulla Liberazione fondano la Costituzione, la Repubblica e la Democrazia riconquistata!
Contro l’esecrabile tentativo di riaprire la porta alla costituzione del partito fascista e di abolire il reato di apologia del fascismo, l’ANPI chiede la mobilitazione unitaria in tutto il Paese dei partigiani, degli antifascisti e delle loro associazioni insieme alle forze della politica, della cultura, dei sindacati e dell’associazionismo democratico.

Dalla Guerra di Liberazione,
dal 25 Aprile
non si torna indietro.

IL COMITATO

lunedì 24 gennaio 2011

IL 29 GENNAIO CONGRESSO ANPI AD ORVIETO



IL 29 GENNAIO 2011 alle ore 17,00 presso il Palazzo del Gusto a S.Giovanni ad Orvieto si terrà il congresso dell'ANPI .
Seguirà la presentazione del libro :
"Li presero ovunque. Storie di deportati umbri", di Olga Lucchi
Arrestati nelle loro case, nei loro paesi, nei luoghi di lavoro e di emigrazione, i deportati umbri costituiscono una parte sconosciuta dell’antifascismo della regione, quello di studenti, operai, artigiani, contadini e militari che non accettarono le imposizioni del regime e l’occupazione nazista e furono per questo deportati nei Lager. La partecipazione alla Resistenza,
o la semplice accusa di solidarietà ai partigiani, e prima ancora l’opposizione alla dittatura furono alcuni dei motivi per cui furono deportati.
I luoghi in cui operarono furono quelli della Resistenza umbra e francese, le fabbriche dell’Italia del nord, Roma, le miniere di Lorena e Lussemburgo e le città francesi in cui erano emigrati. Non mancarono tra i deportati umbri le donne e alcuni ebrei. Quasi tutti i grandi Lager videro la presenza di umbri: Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Dora, Flossenbürg, Gross Rosen, Majdanek, Mauthausen, Natzweiler, Neuengamme.
Archivi, diari, testimonianze hanno permesso di ricostruire le biografie di alcuni deportati, delineando un affresco ricco e complesso dell’antifascismo umbro,
fatto di vite dedicate alla libertà, nella maggior parte dei casi distrutte nella macchina infernale dei campi di concentramento nazisti.

Olga Lucchi, ricercatrice, segretaria dell’Aned Umbria. Collaboratrice dell’Isuc (Istituto della storia dell’Umbria contemporanea), dell’Officina della memoria e del Comune di Foligno. Ha curato di recente gli atti del convegno
Dall’internamento alla libertà. Il campo di concentramento di Colfiorito e la ristampa di Memorie di un ribelle di Adelio e Fausta Fiore.
il cannocchiale

venerdì 5 novembre 2010

La STORIA ROVESCIATA il 5 Novembre a Fabro







Venerdi 5 novembre a Fabro Scalo alle ore 21, presso il teatro comunale, si è tenuta la presentazione del Libro La Storia Rovesciata. La guerra partigiana della brigata Garibaldina Antonio Gramsci nella primavera del 1944. All'iniziativa sono stati presenti gli autori del volume:Bitti, Covino e Venanzi. La deriva culturale Italiana sui fatti di Storia. Il revisionismo che fa del combattente partigiano un assassino e del criminale fascista un martire!

mercoledì 21 aprile 2010

"IO SONO PER LA LEGALITA' COSTITUZIONALE" : petizione dell'ANPI dell'Umbria



L'ANPI dell'Umbria ha promosso una petizione popolare (che vi alleghiamo)
per la Legalità Costituzionale.
Tutti coloro che intendessero sottoscriverla possono farlo inviando una E-mail
a info@anpiumbria.com oppure inviando il modulo per posta alla sede ANPI Terni
in via manassei n. 2 - 05100 - Terni

“IO SONO PER LA LEGALITA’ COSTITUZIONALE”
Petizione promossa dall’ANPI dell’Umbria
L’Italia vive un momento di crisi politica e sociale senza precedenti. E’ sotto gli occhi di tutti il totale vuoto da parte del governo degli interventi che si renderebbero necessari per affrontare la gravissima situazione economicosociale in atto. Situazione che colpisce sempre di più l’occupazione, le condizioni di vita delle famiglie e le prospettive dei giovani. Un vuoto che la maggioranza al potere vorrebbe colmare mediante una falsa rappresentazione mediatica della realtà. Questa destra berlusconiana è dedita essenzialmente a trasformare il nostro sistema politico da quello parlamentare, conforme ai principi e alle regole disegnate dalla Costituzione, ad un sistema autoritario e personale non più soggetto alle forme e ai limiti previsti dalle Istituzioni di garanzia. Ciò avviene attraverso una serie di iniziative della maggioranza di governo, e in particolare dell’attuale premier, che sta creando nel nostro Paese una drammatica contrapposizione tendente a realizzare, e in parte ha già realizzato, un vero e proprio mutamento di regime. Il momento è grave l’ANPI lancia un appello affinché nel nostro paese si sviluppi un grande momento di mobilitazione civile e unitaria, di presa di coscienza da parte di tutti gli italiani per la difesa e l’affermazione dei principi e dei valori della Costituzione.

Per aderire alla campagna promossa dell’ANPI Umbria, manda una mail con scritto: Aderisco, Nome e Cognome e l’autorizzazione al trattamento dei dati (Autorizzo, con la firma, ai sensi del D.lgs.n.196/2003, l’utilizzazione dei dati contenuti nel presente modulo per l’attività promosse dall’ANPI dell’Umbria) alla mail dell’Anpi Umbria info@anpiumbria.com


I firmatari

lunedì 22 marzo 2010

ORVIETO : Shlomo Venezia, sopravvissuto di Auschwitz, incontra gli studenti, lunedì 22 marzo





Ad Orvieto incontro dibattito promosso, dagli alunni del Liceo Classico di Orvieto, con Shlomo Venezia, sopravvissuto all’internamento nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando, squadre speciali, composte da internati, destinate alle operazioni di cremazione e smaltimento dei corpi dei deportati uccisi nelle camere a gas. Queste squadre venivano periodicamente uccise allo scopo di per mantenere il segreto sull’esistenza dei campi di sterminio e sulla “soluzione finale” della questione ebraica. Shlomo Venezia è uno dei pochi sopravvissuti di queste speciali squadre ed ha raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell’ottobre 2007 dal titolo Sonderkommando Auschwitz.

L’incontro, che ha avuto il patrocinio del Comune di Orvieto, si terrà al Orvieto, Palazzo dei Congressi – Sala dei Quattrocento lunedì 22 Marzo alle ore 11.00 ed è aperto a tutti.

martedì 2 febbraio 2010

“E’ bello vivere liberi”. Una forma innovativa per tramandare la memoria



da un articolo di Carlo Brunetti su www.orvietonews.it

Domenica 31gennaio è andato in scena alla Sala del Carmine lo spettacolo "E' bello vivere liberi", ispirato ad Ondina Peteani (1925 - 2003), considerata dalla storiografia "La Prima Staffetta Partigiana".

Ideazione, drammaturgia, regia ed interpretazione sono di Marta Cuscunà, giovane attrice ed autrice formatasi alla Scuola Europea dell'Arte dell'Attore, Prima del Teatro, di San Miniato, coadiuvata alle luci e all'audio da Marco Rogante.
Il pubblico è stato quasi ipnotizzato per più di un'ora dall'intensità e dalla bravura con cui Marta Cuscunà ha raccontato la giovinezza di Ondina Peteani. Un monologo intersecato dal teatro di figura, dove l'artista sembra non essere mai sola tanto è abile a dare voce e spessore a personaggi ben distinti dalla protagonista ma importanti nell'intreccio del racconto. "Il teatro di figura - spiega Marta Cuscunà - per ritrovare la forma del teatro popolare che gli stessi partigiani utilizzavano nei bozzetti drammatici che scrivevano ed interpretavano per festeggiare le vittorie".

La storia, ambientata tra Monfalcone, Trieste ed il Carso, tratteggia la giovane Ondina, operaia nei cantieri navali di Monfalcone, che dalla lettura "dei romanzi d'amore della biblioteca fascista", si ritrova alle riunioni clandestine del partito comunista, poi a fare la staffetta partigiana, quindi ad essere "prigioniera politica" ad Auschwitz.
E' un percorso di crescita interiore che passa attraverso esperienze dure come la guerra ed i tradimenti. Il racconto di una giovinezza che incontra la dittatura, la delazione, il sangue, ma che nonostante tutto afferma la volontà dell'allegria, della felicità, dello stare insieme, della vita. Una forte leggerezza che si spegne solo dopo l'ingresso ad Auschwitz, dove Ondina Peteani diventa il numero 81672.
Il carro merci che è sul palcoscenico diventa una scena del teatro di figura. Ondina non è più incarnata da Marta, ma è ora un burattino disarticolato, un'entità quasi spettrale, privata della propria volontà. Il lager è un luogo dove non esiste l'umano, dove tutto viene schiacciato, anche lo sbocciare di un attimo di solidarietà tra prigioniere. Una scelta registica molto efficace, che rende palpabile la freddezza disumana dei lager e degli aguzzini che vi operavano.
La giovane Staffetta Partigiana sopravvivrà e la conclusione è un invito alla vita, all'altruismo, a scegliere la libertà perché "E' bello vivere liberi".
Uno dei migliori spettacoli che la manifestazione "Venti Ascensionali" ha portato negli anni ad Orvieto, il migliore di quelli fin qui visti in questa stagione. Non è un caso che questo lavoro è stato il vincitore del premio "Scenario per Ustica 2009", concorso promosso dai parenti delle vittime della strage e rivolto ad artisti emergenti per temi legati alla memoria e al civismo.
In un momento in cui è presente il dibattito su come dare continuità alla memoria, ora che i testimoni stanno venendo meno, e su come liberare giornate come il 27 Gennaio o il 25 Aprile da un cerimoniale e da una retorica che ne offuscano il vero significato, il lavoro di Marta Cuscunà può rappresentare un vero e proprio paradigma di ricerca.

Commemorati a TERNI i 300 volontari della CREMONA



Il 2 febbraio si è svolta presso la sala consiliare del Comune di Terni la cerimonia in ricordo dei 300 volontari che 65 anni fa si unirono al rinato esercito italiano e diedero vita al gruppo di combattimento CREMONA.

Questi giovani parteciparono a molte azioni militari contro i nazifascisti e liberarono la città di Alfonsine in Emilia Romagna.

Per sancire questo legamele due città sono gemellate e i combattenti della CREMONA sono stati dichiarati cittadini onorari di Alfonsine.

La manifestazione è stata aperta da Finocchio, presidente del Consiglio Comunale di Terni che dopo un saluto alle autorità civili e miliari presenti ha passato la parola a Fulvio Pellegrini dell’ANPI di Terni.

Pellegrini ha ricordato la storia della CREMONA e valorizzato i valori della Resistenza. Sono seguiti gli interventi di Paci Libero, vice sindaco di Terni, Filippo Beco assessore Provincia di Terni, Roberta Isidori assessore del Comune di Narni. La mattinata è stata chiusa dall’intervento di Ferdinando De Leone, partigiano della Brigata Garibaldi e presidente onorario dell’ANPI, che ha ricordato le gesta della CREMONA.

Successivamente le autorità ed i cittadini presenti si sono recati alla piazza dei bambini e delle bambine dove è stata depositata unacorona presso la targa che ricorda l partenza dei volontari.

giovedì 10 dicembre 2009

SHLOMO VENEZIA AD ORVIETO: IL NUMERO 182727 di AUSCHWITZ






Grande partecipazione al Palazzetto dello Sport di Ciconia (Orvieto) all’incontro con SHLOMO VENEZIA, uno dei pochi sopravvissuti del campo di concentramento di AUSCHWITZ.
L’iniziativa è stata lanciata dall’ANPI di Orvieto e raccolta dal Liceo Scientifico E. Maiorana.
Presenti le quinte classi del Liceo Scientifico e delegazioni della Scuola Media Ippolito Scalza, della Scuola Elementare Sette Martiri, dell’Istituto Maitani e della Scuola Media Superiore Benedetto Brinn di Terni.
470 studenti hanno ascoltato per oltre due ore il racconto di SHLOMO VENEZIA: dal lungo viaggio, durato 11 giorni da Atene ad Auschwitz, all’arrivo e alla terribile esperienza del campo di concentramento. Il Preside dell’Istituto Maiorana Franco Raimondo Barbabella ha aperto l’iniziativa alla quale hanno preso parte anche Giorgio Oliveti, responsabile AMPI di Orvieto, Valentino Filippetti Vice Presidente AMPI di Terni, Alberto Piccioni e Andrea Sensitoni dell’ANPPIA di Terni.

mercoledì 2 dicembre 2009

MARSCIANO : " PACE IN MEDIO ORIETE, è il tempo delle nosttre responsabilità"






L'ANPI di MARSCIANO organizza per mercoledi 9 dicembre alle ore 17,00 presso la sala "A.Capitini" un incontro pubblico sul dramma in medio oriente.
Interverrano Alfio Todini,Sindaco di Marsciano e Flavio Lotti, coorrdinatore della Tavola della Pace.
Prenderanno parte all'iniziativas alcuni partecipanti alla settimana per la pace svoltasiin Israele e Palestina dal 10 al 17 ottobrte 2009 e verrà proiettato un film realizzato per l'occasione.

AMELIA - PRESENTAZIONE LIBRO DI ANGELO BITTI "LA GUERRA AI CIVILI IN UMBRIA"


VENERDI' 4 DICEMBRE 2009 ORE 21 - SALA CONTI PALLADINI BIBLIOTECA COMUNALE DI AMELIA - PRESENTAZIONE LIBRO DI ANGELO BITTI "LA GUERRA AI CIVILI IN UMBRIA"







Il volume è finalizzato a delineare un quadro completo delle violenze perpetrate dai tedeschi e dai loro alleati fascisti nei confronti della popolazione umbra nel biennio 1943-1944.

Il testo è il risultato del primo studio di questo tipo realizzato in maniera organica e sistematica nella nostra regione, sulla scia di un filone, avviato a metà degli anni Novanta, che ha già portato al compimento dell'indagine storiografica su alcune realtà dell'Italia centrale.

Considerato che la maggior parte dei criminali nazi-fascisti sono rimasti impuniti, il ricordo appare l’unico modo per far si che il prezzo pagato da tanti uomini e donne che persero la vita in quei tragici mesi non rimanga un sacrificio inutile.

All'incontro sarà presente l'autore dell'opera.

Invitiamo tutti a partecipare per non dimenticare e perché la forza del ricordo e della memoria possa evitare che certe tragedie possano ripeters
i.

martedì 1 dicembre 2009

ANPI di Terni : "difesa della democrazia e per l’attuazione della Costituzione Repubblicana"






DOCUMENTO APPROVATO DAL DIRETTIVO ANPI DI TERN TENUTO NELLA SALA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE il 1 DICEMBRE 2009.

Con questa riunione l’ANPI di TERNI intende contribuire alla campagna avviata dall’ANPI Nazionale in difesa della democrazia e per l’attuazione della Costituzione Repubblicana.
Non è necessario dilungarsi sui tanti episodi che si susseguono giornalmente e che vedono esponenti autorevoli del Governo e della maggioranza attaccare il Capo dello Stato, il Parlamento, la Magistratura, la corte Costituzionale.

Questi sono gli effetti di un processo che viene da lontano e che vede una crisi profonda economica, sociale e culturale di tutto l’occidente sviluppato.

Quella che scorre sotto i nostri occhi non è solo una grave crisi economica ma un poderoso processo di modernizzazione che vede ridefinirsi i rapporti di forza tra diverse aree geopolitiche del mondo e che si concluderà con una qualità della vita e modelli di consumo profondamente diversi.

Come tutti i terremoti questa crisi ha prodotto uno squarcio dove passano nuove speranze ed aspettative ma riemergono anche fantasmi di un passato che pensavamo ormai alle nostre spalle.

Milioni di uomini si sono messi in cammino cercando si sfuggire a guerre, carestie, fame e violenza e portano nel ricco e opulento occidente il loro lavoro, le loro culture ma al tempo stesso provocando il riemergere di razzismo xenofobia e violenze di ogni genere.

A partire dagli anni ’70, la popolazione immigrata di regola soggiornante in Italia è più che raddoppiata, ogni dieci anni.
Dalle 648.935 unità nel 1991, si è passati a 1.362.930 unità nel 2001, alle 3.891.295 nell’anno passato.

Il fenomeno é, ormai, di tutta evidenza, come le conseguenze che ne derivano.

A ciò si deve aggiungere, comunque, un abbassamento generale delle nascite regolari in tutto il continente europeo e dunque, concretamente, di un numero inferiore di cittadini legittimati a governarlo.
Statistiche e dati si allontanano sempre più dalla realtà in cui viviamo, perché deficitarie delle importanti quote rappresentanti i rifiutati dalle nostre società esclusive.

Se le nuove Carte Costituzionali, infatti, proclamano l’esistenza di diritti universali inviolabili, che affiancano quelli riservati ai soli cittadini, le leggi ordinarie degli ultimi decenni rendono sempre più difficile l’acquisizione proprio di quello status giuridico che assicura piena dignità sociale.
Le regole astratte mal si adattano alla maggioranza dei casi concreti e così risulta la sempre più frequente esistenza di nati, cresciuti e vissuti nel medesimo territorio, frequentanti i medesimi ambienti, ma di fatto diseguali.

Il secondo aspetto da mettere in evidenza è la divaricazione tra i principi come quelli sanciti dalla nostra Costituzione che fanno del Lavoro uno dei valori fondanti del Paese e la realtà di tutti i giorni che vede crescere disoccupazione, precarietà, sfruttamento e morti sul lavoro.

E potremmo continuare tra i tanti principi enunciati e pratiche quotidiane che le disattendono.

Da qui nasce la crisi della democrazia che è innanzitutto sfiducia nelle istituzioni, sfiducia che con la politica si possano cambiare le cose.

Ecco che allora la nostra battaglia in difesa della democrazia e per l’attuazione della Costituzione è innanzitutto un messaggio di speranza, è “l’ottimismo della volontà” è la consapevolezza che ci viene dalle lezioni del passato dove in pochi iniziarono a difendere valori giusti ma si trovarono in molti poi a sostenerli.

Oggi c’è un’emergenza democratica, la popolazione vive problemi enormi di natura economica e sociale, i nostri giovani hanno un futuro incerto ma ci sono anche segnali importanti di partecipazione e di impegno come il rinato movimento studentesco e le iniziative sindacali contro la crisi.

Le stesse primarie del PD hanno segnalato una forte spinta alla partecipazione democratica che attraversa gran parte dell’area politica del centro sinistra.

L’ANPI di Terni intende dare il proprio contributo su piu’ versanti.
Intanto quello della cultura, quello della conoscenza e della Memoria.
Insieme all’ANPPIA abbiamo programmato moltissime iniziative soprattutto nelle scuole.

L’ultima ad Orvieto con Marcello Pezzetti, autore del libro sulla SHOAH ITALIANA mentre il prossimo appuntamento è fissato per Giovedì 10 Dicembre 2009(sala da definire in una scuola di Orvieto- ore 10.00), dove con il contributo delle Scuole di Orvieto e il Patrocinio del Provveditore agli Studi di Terni, si terrà un incontro pubblico con uno degli ultimi testimoni di Auschwitz, Shlomo Venezia, nato a Salonicco, in Grecia, nel 1923, oggi documentarista e scrittore di origine ebraica.

Ma sono state moltissime le iniziative nelle scuole e le manifestazioni commemorative in tutti i luoghi della resistenza ternana.

Con questa riunione diamo avvio al tesseramento 2010.

Non si tratta solo di rafforzare organizzativamente e territorialmente la nostra organizzazione.

Ma si tratta di farla crescere politicamente, di raccogliere energie nuove, intellettuali, insegnanti, giovani.

Per realizzare questo obbiettivo è necessario affrontare i temi dell’oggi, farsi capofila delle battaglie contro ogni forma di razzismo e di xenofobia, educare alla cittadinanza europea.

Da qui due nuovi progetti come quello dell’ECOMUSEO della Resistenza in Valnerina ed il gemellaggio con l’ANPI dell’Abruzzo.

Due simboli della sofferenza e del riscatto che sono tra tratti costituenti degli antifascisti.

venerdì 27 novembre 2009

Il 1 dicembre Direttivo A.N.P.I. Provinciale di Terni





MARTEDI 1 Dicembre alle ORE 15:00
PRESSO LA SALA CONSILIARE DELLA PROVINCIA DI TERNI
VIALE DELLA STAZIONE n°1

Si terrà la riunione del Comitato Direttivo allargato per discutere il seguente
per discutere

" Documento Nazionale sul tema: ATTUALE SITUAZIONE POLITICA E LA FUNZIONE DELL’A.N.P.I. PER LA DIFESA E L’ATTUAZIONE DEL NOSTRO SISTEMA DEMOCRATICO"

http://www.anpi.it/comunicati/presidenza_291009.pdf

(relatore, vice-Presidente vicario Valentino Filippetti)

giovedì 26 novembre 2009

"Donne, antifascismo e democrazia" Dalla memoria al futuro, ricordando Nilde Iotti




’ANPI promuove per sabato 28 novembre, alle ore 15, presso l’Aula Consiliare della Provincia di Roma sita in Palazzo Valentini, via IV novembre 119, un evento pubblico per annunciare una campagna nazionale sul rapporto donne e democrazia, in ricordo di Nilde Iotti nel decennale della scomparsa.

•Condurrà Concita De Gregorio (Direttore de l’Unità)

•Sono previsti interventi e testimonianze di Marisa Rodano, Livia Turco, Marisa Ombra, Eletta Bertani. Saranno presenti personalità del mondo della cultura, della politica, del sindacato.

•Porterà il saluto della Provincia la Presidente del Consiglio Provinciale Giuseppina Maturani, sarà presente l’Assessore alle Politiche Culturali Cecilia D’Elia e ha annunciato un suo messaggio il Presidente Nicola Zingaretti.

Protagoniste saranno le donne.

Dignità, rispetto di sé, libertà e coraggio delle proprie scelte, responsabilità verso se stesse e gli altri; difesa e potenziamento dei diritti sociali e di cittadinanza, a cominciare dal diritto al lavoro e ai servizi sociali, alla parità nella politica e nelle istituzioni; condivisione dei problemi e degli obiettivi da raggiungere, pari dignità di donne e uomini: sono i valori e gli obiettivi che le donne dell’ ANPI vogliono affermare e promuovere.

Tutto ciò ha radici profonde nell’antifascismo, nella Resistenza e nella Costituzione, nel percorso dell’Italia repubblicana che ha portato le donne a superare esclusione e soggezione, a “raddrizzare la schiena”, a risalire verso la libertà, a realizzare nuovi diritti e conquiste.

Valori, e voglia di affermarsi e contare, che appartengono alla maggioranza delle donne e delle ragazze che giorno per giorno con fatica e dignità cercano di realizzarsi: lavorando, studiando, costruendo i propri progetti di vita alla pari con gli uomini e al loro fianco.

LE DONNE DELL’ANPI SONO IN CAMPO per liberare e valorizzare intelligenze e competenze ancora inerti o svilite, che rappresentano una risorsa decisiva per rigenerare la democrazia e le istituzioni per una società migliore.

E’ per queste ragioni che l’iniziativa è dedicata, nel decennale della scomparsa, a Nilde Iotti che ha saputo essere, in una società ancora in ritardo, una donna “nuova”. Ha avuto il coraggio di scegliere. Si è assunta la responsabilità delle sue idee e dei suoi sentimenti. Ha saputo raggiungere i livelli più alti del “successo” politico e personale. Ha condiviso sempre con le donne il faticoso cammino di emancipazione e liberazione.

E’ sempre stata dalla loro parte.

mercoledì 18 novembre 2009

MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO. Il 12 Dicembre tutti a Venezia con l'ANPI:





MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO
RICORDANDO GIA’ LE NUMEROSI VITTIME ED ATROCITA’ DELLE LEGGI RAZZIALI NAZI-FASCISTE
DICIAMO BASTA ALLA COMUNICAZIONE DELL’ODIO E DEL CONFLITTO SOCIALE PERMANENTE

LE SQUADRE NOTTURNE (le ronde)
LE CARCERI RIEMPITE DI EXTRACOMUNITARI
LE CURE OSPEDALIERE NEGATE A CHI NON POSSIEDE PERMESSO DI SOGGIORNO
TUTTO QUESTO CI RENDE REALMENTE E CONCRETAMENTE PIU SICURI?
NO

SI PUO’ VIVERE LA MULTICULTURALITA’ SENZA PAURA
SI PUO’ VIVERE LA MULTIETNICITA’ COME UNA GRANDE RISORSA
RISCOPRIAMO INSIEME SOLIDARIETA’ TOLLERANZA E PACE
INCONTRIAMOCI A MIRANO-VENEZIA, PIAZZA MARTIRI SABATO 12 DICEMBRE ORE 15
Anpi provinciale Terni via Manassei 2 Terni
ciclostilato in proprio presso via Manassei 2 , Terni

lunedì 9 novembre 2009

Il 19 Novembre a Orvieto sarà presentato “IL LIBRO DELLA SHOAH ITALIANA” di Marcello Pezzetti



INVITO PRESENTAZIONE PUBBLICA

Opera di Marcello Pezzetti “IL LIBRO DELLA SHOAH ITALIANA”
I racconti di chi è sopravvissuto
Einaudi Editore, Torino,2009


Giovedì 19 Novembre 2009 – ore 18.00
Sala Convegni de Il Palazzo del Gusto, via Ripa Serancia I,16 Orvieto (Terni)

Partecipano:
- Marcello Pezzetti
- Valentino Filippetti,Anpi Umbria
- Andrea Sensidoni, Anpi Terni
- Pier Giorgio Oliveti, Anpi Orvieto

<< Oltre sei milioni di vittime della Shoah da tutta Europa. Oltre ottomilaseicento le vittime italiane, in gran parte uccise nel campo di Auschwitz. Pochissimi i sopravvissuti. Sono le voci di questi ultimi che il libro di Marcello Pezzetti offre, frutto di dolorose ma lucide testimonianze raccolte dalla Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea(Cdec). Voci che parlano per l’infinita moltitudine di sommersi, rimasti senza ascolto >>.(Giorgio Sacerdoti)

Nel libro sono centocinque le voci con nome e cognome, sessanta donne, quarantacinque uomini, che danno testimonianza della loro esperienza di deportati ad Auschwitz. Pezzetti ci presenta un’opera davvero straordinaria, dando “il microfono” senza commento ai pochi sopravvissuti di un’esperienza, quella della Shoah, sempre difficile da raccontare, da dire, perfino da immaginare, per la quale anche il lessico scricchiola ed è talvolta inadeguato. Bisogna però sforzarsi di farlo, per non dimenticare, mai, nemmeno un particolare di questo baratro. Ed’è quello che hanno fatto i protagonisti del libro. Ne esce uno spaccato variegato in cui le singole biografie delle persone, incolpevoli vittime di un’ingiustizia epocale, si intrecciano con “il progetto” che le coinvolge, la cosiddetta “soluzione finale”. Se l’idea, la regia e l’esecuzione si devono alla follia nazista, non dobbiamo qui sottacere o sminuire le responsabilità dal fascismo made in Italy, con connivenze politiche e operative o semplici colpevoli omertà. A partire dal Manifesto degli scienziati razzisti pubblicato il 15 luglio del ’38, venne anche in Italia consapevolmente aperta la strada alle famigerate Leggi Razziali,(Decreto Legge del 5 settembre 1938,«Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista», D.L. del 7 settembre 1938«Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri»,6 ottobre e 17 novembre 1938, “dichiarazione sulla razza” del Gran Consiglio del Fascismo e successivo Regio Decreto) firmate da Benito Mussolini in qualità di capo del Governo e poi promulgate da re Vittorio Emanuele III. Le quasi cinquecento pagine del libro di Pezzetti ci dischiudono una quotidianità lacerata di migliaia di cittadini italiani sequestrati, umiliati, violentati nei loro affetti, nel corpo, nello spirito. Ragazze e ragazzi prelevati a scuola, quella scuola, la loro, che d’un tratto non li accoglie più. Uomini, donne, bambini, testimoni diretti di un gorgo della Storia, che per puro caso li ha restituiti ad una vita del “dopo”, che oggi, dopo sessanta anni, può essere per la prima volta “parlata”.
La presentazione si inserisce in un ciclo di 2 incontri organizzato da Anpi Orvieto.

Giovedì 19 Novembre 2009
Giovedì 10 Dicembre 2009

<< IL LIBRO, LA VOCE>>
LA MEMORIA, LA SHOAH RACCONTATA DAI SOPRAVVISSUTI, I VALORI DELLA DEMOCRAZIA, LA PATRIA NATA DALLA RESISTENZA AL NAZI-FASCISMO

In questi anni dove spesso assistiamo ad un’erosione dei valori su cui fondiamo la nostra Repubblica e la nostra convivenza civile e sociale, ad una progressiva “banalizzazione” della storia, ad una premeditata volontà di dimenticare condita spesso da revisionismo interessato, ad una incapacità di distinguere il giusto dall’ingiusto, la crusca dal grano, la Sezione Anpi di Orvieto intende dare il proprio contributo per tenere alto il livello di “consapevolezza sociale” sull’argomento. Avvicinandoci al 27 gennaio, Giorno della Memoria di tutte le violenze, Anpi Orvieto propone due appuntamenti pubblici, aperti a tutti e in primis agli studenti delle Scuole di Orvieto.

Il primo appuntamento si terrà Giovedì 19 Novembre 2009 alle ore 18.00 presso Il Palazzo del Gusto(via Ripa Serancia I,16 in Orvieto), dove l’autore, Marcello Pezzetti, presenterà “Il libro della Shoah italiana”- i racconti di chi è sopravvissuto. Un’opera attesa da sessant’anni che fotografa senza commenti le vicende di vita e di morte ad Auschwitz e in altri lager presentate dagli oltre cento testimoni sopravvissuti su 9.000 deportati dall’Italia. Marcello Pezzetti, è storico del Cdec-Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, direttore del costituendo Museo della Shoah di Roma, membro della Commissione storica della Fondation pour la Mémoire de la Shoah di Parigi e delegato italiano della Task Force for International Cooperation on Holocaust, Remembrance and Research.

Il secondo appuntamento è fissato per Giovedì 10 Dicembre 2009(sala da definire in una scuola di Orvieto- ore 10.00), dove con il contributo delle Scuole di Orvieto e il Patrocinio del Provveditore agli Studi di Terni, dr. Roberto Monetti, si terrà un incontro pubblico con uno degli ultimi testimoni di Auschwitz, Shlomo Venezia, nato a Salonicco, in Grecia, nel 1923, oggi documentarista e scrittore di origine ebraica. Deportato e sopravvissuto all'internamento nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Shlomo durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando («unità speciali»), squadre composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento e cremazione dei corpi dei deportati uccisi mediante le camere a gas. Tali squadre venivano periodicamente uccise per mantenere il segreto circa lo svolgimento della cosiddetta “soluzione finale” per annientare il popolo ebraico. Shlomo Venezia è uno dei pochi sopravvissuti - l'unico in Italia, una dozzina nel mondo - di queste speciali squadre e ha raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell'ottobre 2007 a cura dell'editore Rizzoli dal titolo Sonderkommando Auschwitz. Ad Orvieto incontrerà i ragazzi delle scuole, racconterà e risponderà alle loro domande.




Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo(nazismo), del fascismo e dell’Olocausto perpetrato contro il popolo ebraico e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»



-----------------------------------------------------------------------------------
Marcello Pezzetti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Biografia
Ha fondato nel 1994 la videoteca presso il CDEC (centro di documentazione Ebraico contemporaneo) di Milano, ed è anche professore presso l'Università di studi sulla Shoah situata presso il museo della shoah Yad Vashem di Gerusalemme, nonché portavoce per l'Italia della Task force internazionale per la didattica della shoah in Europa.

Ha fornito consulenza storica presso la Rai e Mediaset per numerosi documentari sulla Shoah, oltre che per film come Schindler's List, La vita è bella e il più recente My Father di Egidio Eronico. È autore insieme alla collega Liliana Picciotto del film documentario Memoria, per la regia di Ruggero Gabbai, contenente le interviste ai superstiti Italiani della shoah, che è stato selezionato ai Festival del Cinema di Berlino, Norimberga e Gerusalemme del 1997. Sempre con la collega Liliana Picciotto , ha realizzato l'opera multimediale Destinazione Auschwitz (2000, 2001, 2002), una vera e propria enciclopedia multimediale in cd rom sulla storia della Shoah, contenente migliaia di ricostruzioni multimediali , fotografiche , e filmate della shoah e della storia del campo di sterminio di Auschwitz.

Nel 1999 dopo una complessa indagine individuò per la prima volta il luogo esatto dove si trovava ubicato il Bunker 1 di Auschwitz, ovvero la prima camera a gas usata nella storia di Auschwitz, che dopo la guerra era stata trasformata in una fattoria da una famiglia di contadini Polacchi. Nel 2000 ha inoltre creato sempre presso la fondazione CDEC di Milano il settore che si occupa specificatamente di didattica della Shoah, con un apposito gruppo di ricercatori ed esperti che interviene su richiesta di scuole e università per realizzare iniziative e corsi specifici sulla shoah. Marcello Pezzetti è inoltre stato scelto per ricoprire il ruolo di direttore del Museo Memoriale della shoah Italiano che dovrà sorgere fra qualche anno nei giardini di Villa Torlonia a Roma.

domenica 8 novembre 2009

“Donne, antifascismo e democrazia” Dalla memoria al futuro, ricordando Nilde Iotti



Iniziativa nazionale ANPI a Roma: "Donne, antifascismo e democrazia, ricordando Nilde Iotti"

Sabato, 28 novembre 2009 – ore 15,00

Palazzo Valentini – Aula del Consiglio Provinciale – via IV Novembre, 119 – Roma

Interverranno:
ELETTA BERTANI, MARISA OMBRA, MARISA RODANO, LIVIA TURCO

Saranno presenti personalità del mondo politico, culturale e sindacale

lunedì 2 novembre 2009

“ROMA CLANDESTINA” (1944)

La F.I.A.P. – Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane - terrà il proprio Consiglio Federale, massimo organo della Federazione, il prossimo 6 novembre in Milano presso la sede di Via De Amicis 17.

A conclusione dei lavori la F.I.A.P. e Commnunitas 2002 invitano alla visione del Documentario



“ROMA CLANDESTINA” (1944)


FULVIA RIPA di MEANA e IL FRONTE MILITARE CLANDESTINO


di GIUSEPPE CORDERO LANZA di MONTEZEMOLO


Milano - Circolo di via De Amicis 17


venerdì 6 novembre dalle ore 21




Presentazione Guido Bersellini Presidente della Fondazione Aldo Aniasi

Angelo Salvatori Presidente di Communitas 2002

Emiliano Crialesi, Domenico Martone autori del documentario





Interventi

Francesco Berti Arnoaldi Veli Presidente Nazionale FIAP

Armando Cossutta Presidenza onoraria ANPI

Gianfranco Maris Presidente ANED

Virginio Rognoni Associazione Partigiani Cristiani



Partecipa

Carlo Ripa di Meana figlio di Fulvia Ripa di Meana



Coordina

Mario Artali Presidente Circolo De Amicis






Sa rà anche l’occasione per ricordare Aldo Aniasi a quattro anni dalla sua scomparsa e sua moglie Stefania che ci ha lasciato il 17 settembre scorso

INTIMIDAZIONE CONTRO RADIO POPOLARE a MILANO

"Comunicato di Radio Popolare Milano."

Un gruppo di neofascisti di Casa Pound, Cuore Nero e Blocco Studentesco ha minacciato questa mattina (1° novembre) Radio Popolare.
Poco prima delle 13 una ventina di persone è arrivata davanti alla sede della radio con uno striscione con scritto: “Un fascio non ha prezzo, per tutto il resto c’è Radio Popolare”.
Dalle immagini delle telecamere si vede che provano ad entrare nella sede ma che, trovando la porta sbarrata, la coprono di adesivi, mentre altri – alcuni con il casco e altri con il cappuccio in testa - urlano slogan e sventolano bandiere. I redattori di Radio Popolare usciti per capire l’accaduto vengono accolti con lo slogan “comunisti di merda”.
Il messaggio intimidatorio è chiarissimo: se dai spazio alle voci democratiche e antifasciste – come nel caso delle manifestazioni di venerdì scorso contro il convegno della destra a Bergamo – te la dovrai vedere con noi fascisti. Oggi un raid con striscioni e adesivi, domani chissà.
Ringraziamo le persone, le associazioni e gli esponenti politici che ci hanno già dimostrato solidarietà.

http://www.radiopopolare.it/comunicati/anno/2009/mese/11/n/925/